[pg!51] — Uhm!... — fece l'uomo con una specie di grugnito; — in questi mesi è un affare serio; tutti ingoiano quattrini con una furia che fa spavento, e nessuno paga, quel ch'è peggio! Tengo un mucchio di cambiali.

— Via, Capponi, lasciamo le solite fiabe! Io vi propongo l'affare, voi ci studiate sopra: se vi conviene lo fate, se non vi conviene... lo fate lo stesso!

— Eh! eh! signor conte!... — esclamava egli, battendosi un pugno chiuso nel palmo dell'altra mano. — Lei sa cosa m'è capitato col figlio dell'Eccellenza?... Tamquam tabula rasa!

— Ma, insomma, tanto va la gatta... Ve l'avevo pur detto che suonava di fesso. Intanto ci tengo a farvi notare che, per quanto mi riguarda, ho sempre pagato regolarmente.

— Verissimo: quanto a lei, finora...

— Come «finora»?

— Eh, per modo di dire!

— Insomma, volete ascoltarmi?

— Ascoltiamo pure.

— Ecco qua. Voi conoscete la mia tenuta di Monte San Biagio, presso Torre Guelfa?