— Ebbene hai fatto male, — risposi tranquillamente.
— Ho fatto male? — egli esclamò stupìto.
— Sì, certo; perchè l'avventura che tu chiami un diversivo è invece una cosa molto grave, molto seria.
— Non credo, — rispose Fabio, dopo avermi fissato a lungo. — Non ti posso credere. Sarebbe una grande sciagura!
— Può darsi; anzi ho troppo criterio per non comprenderlo. Definiscimi per quello che vuoi, ma la verità è molto semplice: me ne sono innamorato. E ti faccio grazia del perdutamente, pazzamente, eccetera, cose che si aggiungono di solito.
Fabio diede una scrollata di spalle e si levò in piedi, senza nascondere il suo malumore. Poi fece un soliloquio a mezza voce.
— Innamorato? Che ubbìe! Hai scelto male il momento per concederti questo lusso! Per Bacco! Innamorato!... E lo dici così, come si dice: Buona notte. Macchè! Non può essere! Io trovo che ci s'innamora d'una donna quando non è possibile far altrimenti per averla.
A poco a poco il suo monologo mi divenne incomprensibile, [pg!55] finchè, piantatosi davanti a me con le braccia incrociate:
— Ammettiamo pure, — concluse. — Ora, cosa intendi fare?
— Non so.