— Ebbene, lo vuoi sapere? — esclamò con veemenza, quasi gridando. — Bada che, dopo, forse ti odierò!... ti odierò perchè mi umilii troppo... Lo vuoi sapere?

Io tacqui, gelido.

— Come sei perfido! perfido! Ecco, te lo dico. Sono andata per chiedergli denaro, perchè a lui... non importa! Ma non mi voglio vendere a te!... a te no! Volevo amarti senza vergogna, come un'amante vera... Ecco: adesso lo sai!

Gettava le parole come altrettante lame, con le labbra che fremevano, livida.

— Tu hai fatto questo, Elena?... — esclamai con un tremante rammarico, afferrandole una mano. — Perdonami dunque, mio povero amore!

— Làsciami! làsciami! — ella comandò, svincolandosi con forza. — Sì, ho fatto questo per te!... ho fatto questo, io!

E v'era in quel suo monosillabo un'alterezza di regina.

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IX

Più tardi nella silenziosa notte, Elena mi aveva raccontato la storia della sua vita. Ed era una storia ben triste per una così bella creatura.