Egli si rammaricò perchè andava più lontana, e le disse:
— Le vostre lezioni vi prendono quasi tutta la giornata; avete così poche ore per me!
Ella, per fargli piacere, si levava la mattina di buon'ora e vi andava quando la luce era più limpida.
Ma egli sfioriva ogni giorno, intento sopra quella tela che assorbiva la sua vita. La tosse lo martoriava con maggior insistenza e gli occhi suoi parevano sempre più accendersi di una fiamma latente.
— Dove andrete mai, Elena, quando sarete stanca di vivere qui? — Mathias le domandò una volta.
— Ora ho fatto un sogno, — ella rispose. — Voglio diventare attrice. Quando avrò denaro, tornerò a Parigi per studiare.
Gli occhi di Mathias ebbero uno sguardo di smarrimento, il suo pallore divenne più cereo, ma non disse parola.
Questo infatti era il suo grande sogno. Divenire attrice, interpretare le anime, apparire su la scena, ella sola, davanti a mille, dire una frase, inebbriare una platea! Quante volte, nei giorni più neri della sua vita, si era cullata in questo sogno, si era sentita la virtù di esprimere, di raffigurare, di commuovere!... Perchè Mathias non ammirava questa idea? Non l'ammirava, eppure le aveva detto:
— Tutto quello che possiedo ve l'offro, se vi può servire.
Ma ella naturalmente aveva rifiutato, commossa dalla sua bontà. Per un momento ebbe l'idea di parlarne all'Hohenfels, ma sùbito l'abbandonò. Sebbene paresse mutato, [pg!81] pure a lei non garbava di avere un debito con quell'uomo. Seguitò invece a lavorare, con la speranza secreta.