Mimi Bluette, la rosa delle rose, il fiore dei fiori!... Tutta quella Città immensurabile, quella delirante Città del miracolo aveva pronunziato il suo nome!... Ora, nellʼandarsene al braccio del suo amante, lʼimmenso rumore di Parigi le pareva una musica lontana, e quasi le stringeva il cuore una modesta paura, un umile desiderio di non esser riconosciuta.

Mimi Bluette, la ballerina che aveva i più dolci capelli ed il piede più gentile di Francia, Mimi Bluette, la danzatrice che aveva lʼanima e gli occhi azzurri come i suoi fiordalisi, Mimi Bluette, la creatura che pareva nata in un tempo di musica, la forestiera venuta dʼoltrʼalpe con il suo limpido cuore di Transalpina, sentiva improvvisamente la gioia di non essere più nulla, di non guardare in faccia più nessuno, di non amare che lui.

Per due giorni e due notti gli diede il suo corpo inesaustamente, lo avviluppò neʼ suoi capelli arruffati, lo strinse nelle sue braccia tenaci, si contorse in lui fino al delirio, con disperata felicità, e le parve che ogni respiro di gioia dovesse lasciare nelle sue fattezze una traccia di perpetuo godimento.

Gli diede la sua fragranza rorida e violenta, lo impregnò di sè stessa come un fiore impólvera del suo pólline il tremante cálice che feconda.

Gli fece sentire con le labbra, con il grembo e con lʼintera sua bellezza, che una donna veramente innamorata è la più ebbra forza dellʼinfinito.

Lo stordì come un veleno soavissimo che accende negli occhi angoli di paradiso.

Poi tornò a casa, un mattino che le strade oscillavano davanti aʼ suoi occhi appassiti.

Era un mattino freddissimo, limpido, quasi tremolante. La città prendeva un colore di ghiaccio; le forme delle cose, degli uomini, pareva che avessero un contorno di gelo.

Quando i suoi specchi familiari la guardarono in faccia, ella si trovò mutata. Povera Bluette, che sonno aveva quel mattino! Comʼera stanca e felice, povera Bluette! Avrebbe dormito fino a sera, nel suo letto grande, poi sarebbe tornata con lui, di nuovo con lui, perdutamente, laggiù, nella strada lontana. Ma un solo pensiero la irritava, quello di dover rispondere a chi le domandasse:—Dove sei stata?