Ma era fra quegli uomini che hanno per contorno lʼombra.
Era passato di là, per quelle strade, con una donna straordinariamente bella, più incognita e più misteriosa di lui; forse una sorella od una complice, forse una vittima, una padrona od unʼamante. Si era detto pure che egli fosse una spia politica, un agente secreto di comitati rivoluzionari; si era detto persino che fosse un ufficiale di palazzo perseguitato da imperiali gelosie. Di voce in voce, gli avevano fatto esercitare tutte quelle professioni che non è lecito inscrivere sul proprio biglietto da visita.
Egli forse nulla era di tutto ciò. Solamente veniva da lontano. Questa lontananza era in lui, contenuta neʼ suoi movimenti, espressa nel colore deʼ suoi occhi, ferma nelle risonanze della sua voce.
Veniva da tutto ciò che nel mondo si chiama: «lontano».
Era un disperso dalla grande moltitudine che si affolla intorno alle società costituite, un esule dai sentimenti che sono la storia di tutti, uno stanco e taciturno avventuriero, che portava in sè, come sola memoria, la polvere del grande cammino.
Forse aveva una casa in qualche terra lontana, ed una sua donna paziente, che ogni sera lʼaspettava in qualche lontana città.
Forse, nelle sere profonde, piangeva egli pure di rimorso e di malinconia, pensando alla distanza invarcabile che lo separava dalla sua vita.
Era un uomo bellissimo, arido, rapido, forte. Nella sua faccia vigile si vedeva che una volta cʼera stata la serenità. Ora il sorriso non trovava più le sue pieghe fra i lineamenti restii, e, nascendo, pareva li forzasse ad una insolita fatica. La sua vita era modesta, quasi povera, con improvvise liberalità. Non giudicava mai di nulla, non diceva mai: «Questo è bene, questo è male»;—invece parlava dʼogni cosa come uno spettatore freddo e stanco. Si capiva che in lui cʼera una specie di collera contenuta, una specie di opaco dolore, dʼimmobile ribellione, che non lo tormentava neanche più.
La sola cosa che paresse ridargli unʼanima, era veramente Bluette. Forse le aveva detto la verità, quella prima sera, dicendole: «... vous êtes ma dernière coupe de Champagne, mon dernier bouquet de roses... quelle folie!...»