—Ecco lʼingenua! lei crede...

—Non credo niente! Ma ti prego, ti supplico, di lasciarmi stare. Se no, sai cosa faccio? Vado a vivere addirittura con il mio amante, nella sua casa, e qui non mi lascio più vedere.

—Oh... per quello che ci stai! Vieni a cambiarti e scappi. È una bella maniera di stare a casa tua!

—Forse. Ma è la maniera che mi piace. Così rimani tu la padrona. E te ne lamenti?

—Capirai che mi annoio, ragazza mia! Non cʼè niente a fare, dal mattino alla sera, in questa benedetta Parigi! Ecco la ragione per la quale voialtre vʼinnamorate come stupide.

Bluette sorrise di quella straordinaria opinione.

—E di cosa vʼinnamorate poi?—si chiedeva la bionda Caterina.—Del più rifiutabile fra tutti quelli che vi sono capitati fra i piedi! E cosa ci trovate mai di così fatale?... Dio lo sa!

Fece una pausa, e inumidendo sul labbro inferiore i due polpastrelli deʼ medii, si lisciò accuratamente i lunghi archi dei sopraccigli. Poi trasse fuori dal classico seno un sospiro grande come lʼesperienza di tutta una vita, e concluse:

—Ah, figliuola!... è un vero peccato che tu non possa prestarmi per quindici giorni la tua età... Ti farei veder io come la si adopera e cosa vuol dire chiamarsi Mimi Bluette!

—Perchè sei stata forse tu, non è vero, a farmi diventare quel che sono?