Si vedeva, lontana, la Colonna di Luglio sorgere dalla piazza della Bastiglia.

Barcollò.

Tutte le finestre di Parigi brillavano, come se avessero nelle raggiere dei vetri una felicità di fuoco.

Lʼamava, lʼamava!...

Sì, ma era troppo tardi... troppo tardi!...

Bisognava partire, partire.

La terribile Città Stupenda lanciava in alto, nel mattino di primavera, la potenza dellʼinfernale suo paradiso.

Tutte quelle case, quelle finestre, quei lembi di cielo, per lui sembravano sereni come gli occhi di Mimi Bluette. Mimi Bluette!... Questo nome cantava nel rumore di Parigi, era la bellezza di tutte le cose che i suoi occhi vedevano, la sorridente anima della vita.

Sì, addio!... addio per sempre, inesorabilmente, con terribilità, con disperazione, addio...

Barcollò. Fece due passi... tre passi... la strada camminava. La distanza era una fuga. Mimi Bluette... Mimi Bluette!... I rumori vertiginosi della Città Babelica pareva lanciassero in alto, per lʼaria bionda, questo nome felice. Le strade sollevate sʼimpennavano contro il cielo; turbini di folla giravano con fragore nella bianca immensità.