Adesso le pareva di comprendere tutto quello chʼera stato incomprensibile fra loro. Non avrebbe saputo spiegare a nessuno il perchè di quella fuga, eppure nellʼintimo le pareva di «sentirne» la ragione. Le pareva quasi che un infinito amore di lei, troppo altero per umiliarsi, troppo in discordia con altre lontane bufere della sua vita, lo avesse travolto in quel rifugio dʼuomini finiti, forse alla ricerca dʼun sepolcro anonimo, laggiù, fra quei soldati di ventura.
Sì, le aveva detto la verità quella prima sera, dicendole: «... vous êtes ma dernière coupe de Champagne, mon dernier bouquet de roses... quelle folie!...»
Ora finalmente comprendeva, nella sua tragica e nuda semplicità, il fierissimo dolore di quellʼanima, il suo disperato esilio nella vita, il suo terribile cuore di nomade che non aveva più strada.
Negli ultimi tempi, quasi ubbidisse ad un oscuro presagio, le ripeteva ogni sera prima dʼabbandonarla:
—Bonne nuit, ma Bluette... souviens–toi que je tʼaime!... que je tʼaime...
E le diceva queste parole con la voce dʼun uomo che fosse già distante, con la voce dʼun uomo che non dovesse tornare mai più.
Povera, piccola, bionda Mimi Bluette!... Come gli voleva bene! Che profondo mutamento in lei, da quella prima sera, quando lo vide nel Bar della Grande Rouquine e la sua bocca gli sorrise, umida, sopra lʼorlo del bicchiere di Sciampagna!... Quanta bufera, quanto strepito nel suo piccolo cuore di danzatrice, nella sua dolce anima colore deʼ suoi fiordalisi!...
Non si pentiva dʼessere stata bella, e desiderata, e posseduta, eppure gli aveva dato il suo amore di vergine, a piene vene, con un senso di paurosa novità. In lui solo aveva trovato lʼamante, con lui solo aveva potuto conoscere quella totale fusione dei sensi e dello spirito, quella intima ebbrezza creatrice, piena di tremito e di purificazione, in cui la donna che fu dʼaltri sente nascere dalle sue colpe il senso dellʼamore infinito.
Quandʼera più inebbriata e più femmina tra le sue braccia dʼamante, sentiva persino la tentazione oscura di suggellare nel suo grembo innamorato, con un dolore materno, la fuggente voluttà.