—«Eh, voilà la belle histoire!» Si ma fille en retourne, zʼallumerai trois chandelles à la Madone! Cʼest encore un cadô de Paris ce mal de ventre dont elle est amoureuse! Car, si elle lʼavait trouvé chez nous, ze parie ma tête quʼelle lʼaurait envoyé se promener, lui et sa Lésion Etranzère! Mais à Paris cʼest très chic dʼavoir des béguins pour des gigolos qui ne valent même pas un sou troué du Pape!

Bluette, con gli occhi affascinati, guardava la veloce campagna sparire.

Adesso Parigi la Stupenda era già dileguata nel suo vortice di balenante atmosfera; incominciava senza confine il verde miracolo della terra di Francia.

—Addio, addio mammina...—ella gridò ancora una volta, sporgendosi dallʼalto parapetto, mentre il piroscafo partiva.

E le mandò quel saluto con la sua voce che più non poteva essere udita, con gli occhi suoi di fanciulla chʼeran pieni di lacrime, con la sua lunga sciarpa di velo che il vento sbatteva in ogni senso come una fragile bandiera.

E la bionda Caterina rimase lì, sul molo de la Joliette, sperduta, immobile, quasi brutta, quasi vecchia, mentre vedeva lʼunica sua figlia perdersi, confondersi, nelle azzurre distanze del mare.

In quel momento si ricordò più che mai dʼaverla portata nel grembo, dʼaverle dato queʼ suoi dolcissimi capelli biondi.

Il pomeriggio assaliva con fulgori pieni di veemenza il marmo e le cupole della trionfale Marsiglia. La città rapace, straricca e splendida, pareva che tenesse alla catena il suo folto naviglio come una dormente muta di cani da preda, velocissimi.

Il grande piroscafo della «C.ie Transatlantique», descrivendo unʼagile curva sotto i lunghi vortici di fumo delle due ciminiere, usciva nel mare libero cantando a sibili di sirena. Ma la buona madre non poteva muoversi da quellʼasfalto luminoso e nero, in cui le pareva di sentir giungere il movimento ritmico del mare. Intorno a lei si pigiava la folla irrequieta, si accatastavano mucchi enormi di mercanzie; le bestemmie dei facchini scandivano il tuffo di qualche remo; lʼacqua sudicia gorgogliava contro le fondamenta, senza rumore dʼonda. Si alzavano grosse nuvole torbide, come per lo scoppio dʼuna mina, laggiù, presso i doks, ove i bastimenti fuligginosi rovesciavano valanghe di carbone.