Ma questa povera bionda Caterina, che si era creata con le malizie di Parigi una canonicale gioventù, non vedeva che il lontano piroscafo di Bluette camminare nellʼinfinito con una scìa di sole.
Un trattenuto singhiozzo le gonfiava il suo classico seno, e con gli occhi fermi, coʼ labbri chiusi, piangeva solitariamente.
Le grosse zanzare di Marsiglia fecero intorno a lei tanto rumore, che dʼun tratto la destarono.
—«Zout!—esclamò ella, con un oltraggio estremo alla favella repubblicana;—zʼai le mal de mer à force de plôrer... Couraze, Caterina!»
E tornò indietro passo passo, con la fronte china, finchè si risolse a prendere una carrozzella.
Il suo treno partiva qualche ora dopo; non le rimase nemmeno il tempo di conoscere la galanteria dei Marsigliesi.
E fu certamente un grande peccato.
Ora il piroscafo andava tra stelle, solcando la chiara notte mediterranea con un calmo rumore di velocità.