Percorse lʼAlgeria. Respirò, traverso le paludi della Macta, quel sapore di orrenda carneficina che lʼindomito Abd–el–Kader vi profuse. Vide splendere gli aranci di fuoco lungo le rive dellʼHabra e pendere i lucenti grappoli dalle robuste vigne del paese di Máscara. Per lunghe ore lʼaccompagnarono le dorate immobili piantagioni di tabacco; poi, su la dolce montagna, nellʼarcobaleno del tramonto, vide gonfiarsi di crepuscolo gli ulivi azzurri di Saïda la felice.

E Saïda passò, con i suoi larghi giardini, con le sue limpide acque di sorgente, che brillano come impetuosi rivoli fra i terrapieni delle sue mura smantellate. Saïda passò, come lʼultima terra che feconda il respiro del gentile Mediterraneo, splendente rocca e gioiello di principi mauritani, sul limitare della sabbia invarcabile. Ma ora venivan incontro altipiani aspri e disabitati, simili a sconfinate petraie, dove soltanto cresce lo squallido albero Thuya. Qualche mazzo dʼalfa spuntava tra i crepacci della pietra vampante.

Era il principio della terra interna, dellʼAffrica ove muoiono le strade.

Ed ecco, passato Khalfallah, incominciava la steppa dʼalfa, il desertico paese di miraggi. Si vedevano laghi e fiumi rutilanti; si vedevano barriere di fortezze ciclopiche; oasi prodigiose; foreste ferme, raggianti; lunghissime carovane; mandrie al pascolo su inclinate praterie: tutto questo appariva, spariva, sul monotono scenario dellʼorizzonte vuoto.

E la steppa dʼalfa continuava, come un oceano dʼerba che andasse alla deriva, senza onda, verso la perduta immensità.

Che lunga, lunga strada... che infinita malinconia... —«Domani sera—pensava il suo cuore,—domani sera si arriverà.»

Ecco, ed il treno correva per lʼarido avvallo del Chott Chergui, strano paesaggio di sabbia e di limi dʼargilla, con le rive piatte, fangose, ovali, che parevano camminanti.

La luna incendiava con un luccicore insostenibile i cristalli di sale frammisti nellʼarena; pareva di correre in mezzo alla fosforescenza dʼun mare. Il firmamento accerchiava lʼinfinito con un delirio di stelle.