Parlava una orrenda miscela di arabo, di berbero, di spagnolo e di francese; la guardava impassibile, con una specie di rispettoso dominio. Era stato centinaia di volte a Gourara, a Touat, a Tidi Kelt; era stato più lontano ancora, di là dal Sahara interminabile, fino alle grandi foreste sudanesi e fino alle remote carovaniere di Tombouctou. Il viaggio dunque di Taghit e Beni–Abbès gli pareva una ben facile impresa. Quanto al prezzo non voleva discutere...
—Sidi Abel, votre ami, fera prix juste, lalla!
Solamente pretendeva per i suoi uomini e per sè stesso una certa indennità di cavalcatura, su la quale ad ogni modo Bluette non lesinò.
Il capitano Maylho de Forrest, nei quattro giorni chʼella rimase a Colomb Béchar, fece per lei tutto quello che un gentiluomo francese può fare per una bella e giovine donna. In primo luogo le fece sapere che il suo legionario si trovava precisamente a Beni Abbès, un posto militare a duecentosettanta chilometri di carovaniera oltre Colomb–Béchar. Le disse che la regione da percorrersi per andare fin là non era punto agevole nè sicura; le rappresentò i disagi ed i pericoli ai quali andava incontro, tanto più chʼera cosa difficilissima poterle dare una scorta. In quei giorni mancavano soldati; si aspettavano rinforzi da Aïn–Sefra; ma non verrebbero, al più presto, che fra un paio di settimane. Le consigliava di attenderli, per compiere il viaggio in loro compagnia.
—Capitaine, quand on vient de si loin, cʼest quʼon ira jusquʼau bout, coûte que coûte. Je suis prête à me mettre en chemin toute seule, même sans lʼappui dʼun guide comme Jossuf–el–Foukani, sʼil le fallait. Et dʼailleurs, ce soir, je vous raconterai mon histoire...
Glielʼaveva raccontata, quella sera, camminando con lui per la frescura del palmeto, mentre i carrubi nascosti mandavano vampe di buon odore. Glielʼaveva raccontata con semplicità, con un soffio naturale di poesia, facendogli sentire chʼella pure, come lui, come tutti quegli uomini dei Battaglioni dʼAffrica, portava nel cuore la ferita irremediabile, il destino di andare distante, laggiù, nel sole, ove muoiono le strade...
Egli era un uomo tutto grigio, immaturamente vecchio, un esiliato nel quale permaneva il segno gentile della razza. Nel sorriso, nel colore degli occhi, nel suono della voce, aveva quasi la trasparenza di una squallida e sciupata bontà.
—Eh bien, oui, capitaine... jʼai été une danseuse, une courtisane, un bibelot de chair, précieux et fragile, que Paris mettait aux enchères... Mais, ce soir–là, ce soir terribile, quand je me suis affaisée sur une chaise dans sa maison vide, il mʼa semblé soudainement que Mimi Bluette fut ma sœur morte, et pour la première fois de ma vie jʼai su comprendre lʼamour de Marie Madeleine... Alors ne me dites pas que la route est longue; dites–moi seulement, comme mon chef de caravane: «Que le salut soit sur toi, lalla!...» Nous partirons demain, au coucher du soleil...
—Balek! Rod balek!—tuonava con la sua voce stupenda il capitano di lunga strada, mentre picchiava sodo, a colpi di randello, su la ciurmaglia indigena che ostacolava lʼincedere della carovana.—Balek! Bara balek!