Vestirsi, ridiventare la più bella danzatrice di Parigi, coprire di perle fredde la incipriata sua nudità, mettere su le tenui dita gli anelli vivi come il deserto, ridere, coprirsi di fiori, nascondere un sorriso ebbro dietro lʼorlo del bicchiere di Sciampagna... dietro lʼorlo del bicchiere di Sciampagna!... Oh, comʼera lontana per sempre quella sera di stupenda poesia!...
Ed allora pensò alla voce dellʼamante, alla voce del nomade in quella perduta sera. Pensò al profumo che aveva ogni soffio dʼaria nel respiro della sua viva bocca, alla forza che aveva la palpitazione del mondo, quandʼella era con lui, serrata come in un rifugio contro il suo veemente cuore. La femmina, lʼamante chʼera in lei, tremò nelle sue profonde vene, poichè Parigi dʼun tratto la risuscitava. E con pudore quasi di vergine ella si meravigliò che non fosse ancor morta.
No: era come la musica; poteva giungere più lontano di tutte le strade.
La gioia dʼessere per quellʼamante una femmina viva ed invereconda, come una rosa, quando nei giorni dʼestate, si gonfia e trema del pólline che lʼubbriaca... la gioia di sciogliere con le mani un poʼ contratte, con i polsi piegati, le sue belle trecce pesanti, ascoltando il rumore insidioso che producono le forcelle cadendo, e poi nuda, e poi trepida, coi seni erti, con il grembo già umido, che si muove, attorcigliarsi con un piccolo vellutato grido a quella maschia forza che di lei, fino allʼorlo dellʼanima, stupendamente sʼimpadronisce... essere nuda...—ciò che forse vuol dire con felicità sentirsi donna—essere il suo piacere, la sua bellezza, la forma femminile della sua vita, essere la Maddalena e lʼamante, ciò che si chiama la colpa e si chiama Dio...
No?... Mai più?...
Mai più.
Qual era il guanciale ove i suoi capelli disciolti vestirebbero la bellezza del peccato? E lo specchio dovʼera, nel quale guarderebbe con ilarità i suoi occhi appassiti? E dovʼera una bocca dʼuomo la quale potesse non offendere le sue rinnovate labbra di vergine? potesse non contorcere in una orrenda paura la indocile sua nudità?...
Mimi Bluette... Un nome; nientʼaltro che un nome; anzi un piccolo fiore da mettere sui cappelli di paglia, nei mesi dʼestate.
Mimi Bluette... due parole troppo leggere...