Spesso invece danzano quelle che furono concepite in un tempo di stonatura, come scrivono quelli che la natura partorì in un attimo di desolazione.
Parigi è grande perchè sa conoscere i valori e perchè rende in gioia la bellezza che riceve. Agli uomini come alle donne, ai santi come alle prostitute.
Parigi non ha frontiera: è la basilica del mondo.
Forse da noi Mimi Bluette avrebbe servito a far vendere qualche gelato misto e qualche sciroppo dʼamarene fra il pubblico dei teatri di varietà, ove si gracchia in tutte le cadenze il perpetuo ritornello napoletano; Parigi ne formò la sua più limpida, la sua più divina danzatrice; le regalò tanto oro quanto ne raggiava dallo splendore deʼ suoi capelli biondi, le sciorinò sotto i piedi leggeri un bel tappeto di sole, per farla danzare sul palcoscenico della sua grande anima, sul rumore della sua vasta gloria: poichè nessuno può regalare sè stesso con pienezza e con delirio se non trova una gloria su cui mettere i piedi.
Prima lʼaccolsero i suoi cosmopoliti ruffiani: ma dopo la guardò con benevolenza qualcuno dei suoi uomini forse immortali.
E bisogna finalmente comprendere che dinanzi alla felicità della vita, una vera danzatrice vale assai meglio dʼun accademico poeta.
—Sì, mamma, come vedi, questa «limousine» è mia, questi brillanti e queste perle sono mie; ma non cominciare a stupirti per così poco, altrimenti non la finiremo più!
Erano sul peristilio della stazione. Bluette portava un abito color di primavera.