Verso il cadere del giorno, tranquillamente uscì.
Portava un mazzo di fiori dʼinverno, racchiusi nel tepore della sua pelliccia di martora.
Camminava con una specie di lievità, con un sorriso fermo e continuo su lʼorlo della bocca profumata.
Le strade crepuscolari salivano verso il cielo con un tremante pendìo. La gente passava, ilare, per i selciati che mandavano raggiere; poi lontana si confondeva fra una luce dʼacquaforte, brillando, sparendo, in quello smerigliato balenìo.
Qualche vetrina, bianca dʼelettricità, sbucava con impeto nel colore della strada.
La guardavano.
I suoi leggeri piedi erano calzati dʼantilope, con ricami dʼargento.
Qualcuno, dietro le sue spalle, talvolta ripeteva il suo nome gentile:—Mimi Bluette.
Entrò in un ufficio telegrafico, tolse dal distributore un modulo di telegramma, scelse con attenzione il luogo dove posare il suo manicotto, e in piedi, contro il banco, velocemente scrisse queste parole: