Chissà? Lʼavrebbero veduta magari Presidentessa della Repubblica.

Certo impiegò minor tempo di quanto ne aveva impiegato sua figlia per acclimarsi a quellʼaria come se ci fosse nata. Si accorse che a Parigi le donne di quarantaquattro anni riescono facilmente a supporre di averne su per giù trenta.

A questa piacevole supposizione contribuisce in gran parte lʼ«Institut de Beauté», vero Istituto Clinico della magìa moderna, ove i seni flosci e le rughe indelebili si curano a maraviglia con lʼauto–suggestione.

Siccome la bellezza consiste nella maniera di guardarsi nello specchio, lʼuomo chʼebbe lʼidea del primo Institut de Beauté fu senza dubbio un grande ironista.

Ma le donne dovrebbero fargli un monumento, e gli uomini pure, perchè, se unʼamante sʼimmagina che può ancora sembrar giovine, per lo più riesce anche ad esserlo.

Quello che fecero di Caterina allʼInstitut de Beauté, non è a dirsi.

La convinsero che bisognava tagliare due denti sanissimi, perchʼerano un poʼ scuri, e metterne due di porcellana.

Ella ne mise due di porcellana.

La mandarono da una bustaia, che le fece un busto, il quale distribuiva il seno, il ventre, i fianchi ed il resto, come unʼequazione di primo grado.

Ella, in quel busto, ricontemplò le forme che il suo corpo aveva durante il primo viaggio di nozze.