Le vendettero una maschera di caucciù, per reprimere il doppio mento.

Ella si mise ogni notte la maschera di caucciù.

Le consigliarono di farsi mezzo rossa e mezzo bionda.

Ella conobbe i miracoli dellʼacqua ossigenata e della tintura di henné.

Le dissero che poteva benissimo farsi crescere le ciglia e mettere in allenamento la propria pelle con i massaggi più complicati.

Ella si lasciò pizzicare, flagellare, manipolare, spalmare, strofinare in tal guisa, che la sua pelle, morbida per tradizione, divenne addirittura quella dʼuna bambina.

E, quanto alle ciglia, le parve che si fossero allungate.

Oh, se avesse potuto vederla così rinfrescata il suo calamitoso Maestro di scherma! Quellʼagile maestro di scherma, chʼera costato aʼ suoi risparmi un così gran numero di svolazzanti cravatte! Quellʼuomo indimenticabile, tutto punta e a fondo, che turbava i sogni della sua canonica età!...

Povera Caterina Malespano, momentanea zitella di quarantaquattro anni, tornata zitella isterica per opera dellʼInstitut de Beauté!...

Bisognava trovare un rimedio.