Lo trovò. Sebbene con scandalo di Bluette.

Maurice, maître–dʼhotel impeccabile come un diplomatico, aveva quasi lʼaitanza dʼun maestro di scherma; era grigio su le tempie, ma nero e ben pettinato sul cranio diviso da un filo rettilineo.

Tutte le sere Maurice le preparava una tazza di camomilla; vecchia abitudine.

Una sera la camomilla si raffreddò sul tavolino.

Bluette in quel mentre ballava su la scena di Marigny, e, nella sua bianca innocenza, mai avrebbe osato concepire un così grave sospetto. Ma Linette, cameriera dalle calze di voilé, una sera, svestendola, glielo disse con molto garbo:

—Madame votre mère souffre–t–elle de douleurs aux reins?

—Pourquoi, Linette?

—Chaque nuit Maurice est appelé pour lui faire des massages, qui durent parfois très longtemps, Madame...

Interrogata il giorno appresso in modo repentino, la semibionda e semirossa Caterina Malespano affermò semplicemente che Maurice era un uomo di buona famiglia,—purtroppo decaduta.

E poi, cʼera forse un mezzo più gradevole per imparare il francese?