Poi le tolse ad una ad una dalle cellette ove stavano; le contò fino a cinque; poi fino a sette; poi ne aggiunse ancor una.

Questa volta si dimenticò di riporre la scatola; non spinse nemmeno il cassetto; non rinchiuse lʼarmadio.

Ma teneva quelle fialette nella sua dolce mano, piegando il palmo affinchè non potessero cadere. Si muovevano, si urtavano, con un sottilissimo rumore di vetro fino. Quegli occhi tremolanti prendevano il colore della sua mano.

In quel momento, con il suo cuore di ballerina che moriva, ella pensò tremantemente a Dio.

Sciorinò sul marmo del lavabo un asciugamano a spugna, e quando fu certa che dal marmo non scivolasse a terra, con attenzione, con tremito, ve le depose.

Udiva il rumore deʼ suoi braccialetti.

Il rumore, non calmo, del suo respiro.

Si guardò ancora nello specchio. Volle pensare alla sua faccia morta...

Ma non la vide.