E vedeva le perdute carovaniere avventarsi come turbini di fiamme verso lʼantipodo scintillante, laggiù, per la terra senza ombra, dove, negli uragani di sole, con lʼiracondo nomade vento il sepolcro cammina...

Il sepolcro cammina.

Era ferma, era lontana, sollevata nel grande miracolo, ravvolta in un principio di paradiso...

Là indietro, nella Città lontanissima, quasi fuori dalla vita, qualcuno suonava il My Blu...

Suonava il My Blu.

Le parve, a poco a poco, in una musica, di sentirsi divinamente baciare...

Ma non poteva esser certa, nè rispondere, non poteva capire da chi.

E qualcuno, sul fiore dellʼanima, divinamente le diceva nellʼamore: «... vous êtes ma dernière coupe de Champagne, mon dernier bouquet de roses... quelle folie!...»

Fine

Scritto lontano, con poesia. 1914–1915.