«....dove, negli uragani di sole, con lʼiracondo nomade vento il sepolcro cammina...»
Bluette, il sole che dormiva neʼ tuoi capelli biondi, ora si è spento. I leggeri fiordalisi che inazzurravano i tuoi profondi occhi dʼinnamorata, ora son caduti e son dispersi nel lontano crepuscolo di quel sole.
Tu, che fosti la musica nella mia vita,—e per lunghi anni la musica dʼamore nella mia vita,—Bluette, mia primavera dʼuna volta, Bluette, fiore del mio giardino, meravigliosamente ora te ne vai per la Città Stupenda, e vai senza guardare la gente, immobile tu pure, definitiva tu pure, come quei Nomadi che non hanno più strada.