Allora ella godè perfettamente il piacere di sentirsi bella, di mandar luce da ogni fibra del suo corpo giovine, di contenere in ogni vena, come un dormente brivido, la sua profumata e calda femminilità.
Aveva quasi ventisette anni, la divina Bluette, e non si era mai, se non per ischerzo, innamorata. Nel suo profondo essere qualcosa parlò, che fino allora non aveva mai detto parola; e dʼun tratto si accorse chʼella pure avrebbe saputo darsi ad un uomo, ad un amante immaginario, come fino allora la divina Bluette non si era data mai. Lo guardava, soggiogata, un poʼ confusa, come se in lei fosse ancora un non so che della fanciulla, e provava nel medesimo tempo una sorda irritazione contro sè stessa, una sorda gelosia di quellʼuomo chʼera semplicemente uno sconosciuto,—una bella fugace ombra che passava davanti al suo bicchiere di Sciampagna.
Tuttavia, sʼegli fosse venuto a prenderla, per condurla fuori, ella, senza rispondere, sarebbe andata con lui. Sarebbe andata con lui traverso la neve, per le vie scure della Parigi addormentata, senza parlargli, ma serrando il suo braccio, affondando le scarpine scollate nella soffice neve, nascondendo il mento freddo nel bavero della pelliccia cosparsa di brina. E sarebbe andata con lui, dovunque la conducesse, tacendo, senza guardarlo, come una timida bambina ubbidiente, solo perchè non poteva resistere al piacere di stargli vicino, solo perchè nessun uomo aveva mai saputo farla pensare allʼamore come la faceva pensare allʼamore la faccia indefinibile di quello sconosciuto...
E Sanderini diceva:
—Ma foi, la Grande, si Florina avait autant dʼesprit quʼelle a de belles fesses, Florina–Bey serait au moins Florina–Pacha! Mais la pauvre nʼa jamais su ni faire des dettes ni se les faire payer: ce qui, pour une femme, équivant à manquer sa carrière.
—Tu me rases, vieux coquillage!—dichiarò senzʼaltro la Grande Rouquine, con la sua voce bruciacchiata.
E Mimi frattanto sorseggiava il suo bicchiere di Sciampagna, piano piano, con delizia, fissando gli occhi nel calice per osservare il liquido biondo che spariva.
Immaginazioni distanti rinascevano con felicità nel suo confuso pensiero; lembi di desiderio, staccatisi da lei come petali da una rosa, tornavano con profumo a ravvolgere le sue vene; pagine dʼamore, scorse con voluttuoso ma incredulo piacere, passavano con sembianze di verità nella sua memoria sovraeccitata, e come sotto il potere dʼun afrodisiaco sottile, sʼimmaginava nel suo letto caldo, fra le braccia di quellʼamante sconosciuto. Lo guardava con insidia, e quasi temeva, nel guardarlo, chʼegli potesse indovinare il suo recondito pensiero.
Ma dʼun tratto egli medesimo sʼalzò; venne a scegliere un sigaro vicino al banco della Grande Rouquine. Sanderini, amabilmente, gli cedette il suo proprio sgabello e non mancò di attaccare discorso dandogli un buon suggerimento: