Doña Elvira, quando penso che anche voi, nelle vostre lontane primavere, vi sentiste battere il cuore all'uscir di messa, con la mantiglia in capo, sotto la profumata ombra, nel Paseo del Arenal!...

Madlen voleva ora che andassimo ad una corrida. Per soddisfarla consultai un periodico; ma purtroppo in quel mese a Bilbao non si toreava.

[pg!164] —Alors donnez-moi une cigarette,—disse Madlen.

Avevo una certa paura della potentissima Doña Elvira; nondimeno gliela diedi, e per meglio irritare la forse-moglie dell'Alcalde, l'accesi fra le mie stesse labbra, onde risparmiare a Madlen una oziosa fatica.

Doña Elvira guatò la bella forestiera, che stringeva tra le sue labbra dipinte il sottile bocchino d'oro, e vidi gonfiarsi per lo sdegno la sua faccia vendicativa. Non so cosa disse, ma qualcosa tuttavia che fece di colpo volgere i tre maschiacci, figli dell'Alcalde. Osservarono Madlen con insolenza ed anzi le risero in faccia come tre veri babbei.

Madlen, impassibile, mandò fuori una larga boccata di fumo, poi disse, con voce molto calma.

—Oh, les chameaux!...

Essi, purtroppo, non compresero; però si rivolsero alla possente genitrice, per assaporare le delizie di una larga torta istoriata con arabeschi d'amarene.

In quel frattempo scoversi nel periodico l'annunzio d'un Circo de gallos, titolo stampato in carattere minuto sotto i resoconti ed il programma d'un Fronton de pelota.

Ne feci parte a Madlen, che súbito arse dal desiderio di veder combattere i galli. Io le spiegai ch'era questo un laido e barbaro spettacolo, nè valeva la pena di perdere una così bella giornata per veder due poveri animali spennarsi ed uccidersi a colpi di sperone. Ma non fu possibile toglierle dal capo questa idea, benchè l'onesto camarero ci avvertisse che il così detto Circo de Gallos era un pessimo luogo e mal frequentato, indegno a parer suo di tam distinguidos huespetes. Ed inoltre lo spettacolo non cominciava che verso le quattro.