[pg!165] «Buon uomo, per la tua cortesia posso darti una mancia ragguardevole; ma non sperare di convincere con buone ragioni questa curiosa e capricciosa donna, che verso le quattro dovrò condurre in ogni modo a veder combattere i galli.»
Nel frattempo feci venire un coche e scarrozzammo traverso Bilbao. Passato il Nervión sul ponte Isabella, scendemmo per il lunghissimo rettilineo della Grande via Lopez de Haro, dove ammirammo anche la statua di questo eccellente Signore della Biscaglia, il quale, non saprei con esattezza quanti secoli fa, si prese la briga di mettere al mondo Bilbao.
Qualche palazzo e qualche chiesa; chiari negozi aperti su marciapiedi affollati; altre piazze; altre statue—infine un bel giardino.
«E voi, Madlen, non guardate la splendente Bilbao?»
No, ella guardava in alto, per l'aria colore d'autunno, verso le grondaie che brillavano come fosser d'oro; guardava alle serene finestre delle case più antiche, ove, ogni tanto, qualche treccia nerissima balenava in un raggio di sole. Il suo sguardo sarcastico e freddo radeva con una specie di antipatia que' marciapiedi popolosi, quella gente verbosa e pigra, che forse non arriverebbe mai a concepire la strada come un semplice luogo di transito, bensì come un ciarliero ed ozioso ritrovo, al quale si affacciano, e ridono dietro vasi di erba cedrina, le fanciulle nascoste nell'ombra del mirador, e dove sboccano i pettegolezzi del patio, dove si guardano le belle donne, dove si fumano le migliori sigarette, sparlando a voce bassa della gente che s'incontra per via.
Ma forse a quell'ora Madlen sentiva la profonda nostalgia [pg!166] d'un mazzo di «trente et quarante». Le aiuole del Jardin Publico, gli alberi dell'Alameda de Mazarredo, non valevano per lei certamente la voce nasale del mazziere, che annunziava brandendo il restello: Incarnado gaña y la color...»
Tornammo a passare il Nervión, e, salendo al passo per vie scoscese, il vetturino ci condusse all'alta basilica di Begoña, costrutta sovra un poggio dal quale si scopre in tutta la sua vastità Bilbao, divisa nel mezzo dal largo nastro della sua riviera.
Immensi e pesanti barconi opprimevano il fiume lampeggiante; qualche officina scagliava nel cielo i suoi cirri di fumo voluminoso; la città ricca e superba diveniva da quell'altura un paziente gioco di rettangoli, una ingloriosa costruzione dell'ingegneria moderna, con dedali di rotaie ne' pavimenti d'asfalto levigato e piazze elittiche o rettangolari tra uniformi case di cemento armato. Aveva ragione Madlen:—la cosa più bella, più nuova, era tuttavia quel lentissimo fiume.
Per contemplare lo spettacolo di Bilbao, Madlen si era poggiata sul muricciuolo del recinto e guardava nel grande spazio come da un balcone soleggiato.
Allora d'un tratto io le diedi un bacio, un leggero bacio su la tempia, tra il velluto fulvo de' suoi capelli nascenti. Non avevamo parlato d'amore, non eravamo forse più nell'amore; questo bacio improvviso ci avvinse.