Questi lacrimevoli eccessi plebei appartengono al verbo «innamorarsi»; mentre non tentano affatto chi semplicemente vuol «essere nell'amore». Taluno dirà che non siamo personaggi da romanzo; ed è vero, innegabilmente vero. A noi mancano tutte quelle passioni che dànno da vivere all'armaiolo ed al farmacista. Noi, grazie al cielo, non abbiamo istinti sanguinari. Se per caso vi prendesse la tentazione di essermi, ancor prima del possesso, infedele, certo mi guarderei bene dall'immergere le mie dure dita nella vostra dolcissima gola, bollandovi con il letterario epiteto di «sgualdrina», come si usa nei romanzi eleganti e nelle commedie che appassionano i teatri della buona società. Ma invece vi manderei all'albergo un grande mazzo di fiori da vetrina, magari di bianche violette oppure di costose orchidee, poi, come fece l'amico vostro Lord Pepe, anch'io salirei leggermente su l'ultimo treno della sera, benchè—ve lo confesso, Madlen—con l'anima tutta ravvolta in un velo di sottile malinconia.
Poichè—vi ho detto—non sono innamorato di voi come un ricevitore delle imposte, ma sono invece con voi deliziosamente nell'amore.
[pg!170] Sì, deliziosamente. Ora che tutti son lontani, ed una città sconosciuta stringe il nostro amore solitario, mi sembra che sia per cominciare la musica di una vera poesia. Senza davvero amarvi, sono con voi nell'amore. Provo con voi quella sensazione che sta intorno all'amore come il paralume sta intorno alla lampada. Con voi cammino su l'orlo di un pericolo che può da un momento all'altro cessare, di una gioia che può da un momento all'altro spegnersi; anzi, tutto questo è più complicato ancora: sto con voi su l'orlo di una voluttà che non desidera continuare nè finire.
I romanzi... oh, i romanzi!... che noia dover leggerli sino alla fine! Per uno veramente bello, ve ne son diecimila scritti, ahimè, da uomini che non sono stati mai nell'amore.
Noi certo nulla faremo, nulla diremo, di quello che si legge nei romanzi d'amore. È tardi per poter credere a queste piccole vecchie storie, davvero noiosissime. Nel ventesimo secolo, è di gran lunga troppo tardi. Per solito, quando una verità entra nei libri, vuol dire che esce dalla vita. Quel melodrammatico amore, del quale con poca varietà e con molti errori di buon senso, talora di stile, ci intrattengono i romanzatori moderni, se mai ebbe luogo tra l'uomo e la donna, certo al giorno d'oggi è passato di moda. Non c'è più nessuno che prenda sul serio Paolo e Francesca, Paolo e Virginia, Renzo e Lucia. Non saprei dire quando mai gli egregi letterati provvederanno a riformare la lor arte; ma, grazie al cielo, gli uomini e le donne dei tempi nostri hanno già provveduto, per quanto li concerne, ad intendere l'amore con una certa modernità.
Madlen Green, ellenica etera del ventesimo secolo, io [pg!171] non so bene come finirà la nostra piccola storia; nondimeno voi m'avete insegnato a comprendere quanta soavità racchiude, nel vostro idioma nordico, la dolce frase indimenticabile:—«to be in love, essere nell'amore...»
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Il luogo dove andammo per assistere al combattimento dei galli era in tutto simile ad una malvagia baracca da fiera. Tra la gente che assiepava il piccolo recinto si vedevano facce veramente patibolari. Durammo grande fatica a scoprire un angolo dove il contatto plebeo fosse meno stringente. Credetti opportuno mettere in una mia tasca la pesante borsetta d'oro che Madlen portava. Non scorderò così presto il ceffo d'un venditore di dolciumi, tutto butterato dal vaiuolo e rôso da un principio di lupus, il quale alzava davanti a noi un suo largo piatto di zinco, dov'erano pezzi di torrone, frutti canditi e semi di zucca salati. Gli gettai qualche moneta perchè se n'andasse.
Qua e là, per l'emiciclo, soffocati tra la folla, gli scommettitori agitavano i cappelli gridando parole inafferrabili. Una pedana circolare, chiusa intorno da una rete di fil di ferro, stava nel mezzo del Circo, ed un vecchio la scopava, rasciugando chiazze di sangue, raccogliendo ciuffi di penne. Un banditore, presso l'entrata della gabbia, urlava come un indemoniato. Alcune [pg!172] ragazze del popolo, insieme con giovinastri dal viso bello e temibile, pareva lo dileggiassero. Ciascuna portava nei capelli un nastro di colore. Le aride lor braccia scure, nude fino al gomito, avevano ai polsi braccialetti d'argento. Sotto la stoffa tenue delle camicette variopinte si vedevano i lor seni erti oscillare come robusti grappoli.