Si passa, Lord Pepe!... Il sogno è ciò che importa; la delusione d'un sogno è ciò che pesa.
Ed io vi dico:—Non ridete; se davanti a noi cammina un vecchio uomo, scarno e gigantesco, tutto vestito di nero, col bracciale dei servi di Gesù e nel pugno un cero enorme che sembra la clava di Ercole...
Questo gigante non fa che ripetere con profonda umiltà:
—Libera nos a malo, Sancta Dei Genitrix...
Porta un solino di celluloide, i guanti bianchi, di buio cotone; la sua mascella scarna trema, tagliata nel mezzo dal colore falso de' suoi lunghi baffi tinti.
Non è che un pellegrino fra mille, una vecchia bestia paurosa e docile, un cristiano che regge col suo braccio stanco la pesante fiaccola bene istoriata, e prega, umile, infaticabile, con la mascella scarna che trema sotto i lunghi baffi tinti.
Ha forse una figlia inferma, un parente in agonìa, taluno de' suoi che marcisce dentro una barella oscillante, sopra una gruccia complicata; forse porta egli stesso un male giallo e nascosto che rode la sua vecchia carne o gli scava l'incurabile anima; forse non è che un devoto, un pio, l'uomo dai guanti bianchi di buio cotone, con il solino di celluloide, il bracciale dei servi di Gesù...
Signore mio Lord Pepe, siamo nel millenovecento [pg!258] dodici; la terra di Francia è una repubblica dove si coltiva il libero pensiero; le sue città infernali bruciano di fredda elettricità; l'oro d'ogni terra fluisce dietro le sue vetrine scintillanti; è il secolo nuovo dello Stato laico e della plebe tiranna; si muovono dalle catene infrante le orgogliose democrazie; gli altari divengono teatri; la giustizia è recitata con sfarzo da magnifici istrioni; è l'ora dei commerci terribili, delle ricchezze brutali, delle cáttedre positive, delle cliniche infallibili, dei laboratori onde forse uscirà, imprigionato nel crogiuolo di un divino alchimista, l'elettrone della vita... e v'è ancora un pellegrino di Cristo, che viene cantando alla Fontana di Lourdes, l'uomo dai guanti bianchi di buio cotone, con la mascella scarna che trema sotto i lunghi baffi tinti...
Sono centomila e centomila; vengono da tutte le chiese, affluiscono dalle corsìe degli incurabili, dalle galere di tutte le infermità; nei loro immobili occhi splende la follìa dei portatori di stígmate; nella loro carne macerata s'incidono le piaghe del Calvario; un paralitico si alza: e il popolo grida; i ciechi vedono, i muti parlano, i lebbrosi guariscono:—e il popolo grida; entro la piscina fredda e letale il cadavere assiderato riacquista il calore della vita... è il secolo di tutte le irriverenze:—cantate, o chiese di Lourdes!...