Si capisce, mia cara Litzine! In quell'uomo c'era un jockey ed un antiquario: due mestieri singolarmente pieni di attrattive, che divengono irresistibili quando il caso li fa convergere in un uomo solo.
[pg!261] Io pure amo i fantini e prudentemente vénero gli antiquari; ma debbo confessarvi, Litzine, che al simpatico Lord Pepe non saprei dar torto. Per vedervi così leggermente farfalleggiare col popolare Jo, non valeva la pena che il nobile hidalgo vi contendesse al fior fiore di due continenti, quando a Biarritz dividevate il vostro giorno solare fra le colazioni di Crisópulo il Greco, le cene di Ned l'Americano, e i tè intimi del marchese Sciogatsu, ovverossia il marchese Capo d'Anno.
Adesso vi consiglio, cara Litzine, di abbandonare la macchina infernale, perchè in tutto l'albergo non si trova più un solo franco d'argento. Poi, la casella azzurra con la stella d'oro—quella che fa cadere la pioggia di Dánae—uscirà forse una volta su mille, se pur non succede nulla di ancor meno propizio nel regolare calcolo delle probabilità.
Il calcolo delle probabilità:—ecco invece, cara Litzine, la suprema e filosofica legge della vita. Nella matematica universale degli avvenimenti umani accade quel tanto che deve accadere: null'altro. Per un uomo felice, mille devono patire; per uno che vince, mille devono perdere.
Non è giusto?...
Che importa? È giusto matematicamente.
Il calcolo delle probabilità insegna che, fra i nostri tentativi, dieci almeno debbono essere infruttuosi ed uno solo può riuscire; che, fra i nostri pensieri, uno soltanto può non essere del tutto falso, fra i nostri amori uno soltanto non del tutto inutile, fra le mille strade che percorriamo una sola chiara ed inevitabile: quella del cimitero.
[pg!262] Il calcolo delle probabilità fa intendere che nell'accozzaglia delle vicende umane il caso fortuito è quello che governa tutto quanto avviene, mentre una sola disciplina conta nell'infinito, quella che si riduce ad una espressione, o meglio ad una ipotesi numerica.
Noi siamo cifre, cara Litzine. Il tempo ci moltiplica, ci sottrae, fa di noi un'algebra complicata ed apparentemente esatta, ci coinvolge in sottili formule ove la nostra vana spiritualità cerca un senso ulteriore, mentre una sola cifra è quella che in tutto e per tutti ha ragione d'essere:—la cifra «zero».
E i biscazzieri, che sono grandi filosofi, come vedete l'hanno tenuta per sè.