Voi mi rispondete solo che bisogna battere su la biglia rossa. Ecco, ed io sbaglio tutti i colpi. Avete una superiorità indiscutibile, una superiorità schiacciante, come dicono i Francesi.

Madlen, a quest'ora senza dubbio non c'è nessuno in camera vostra. Perchè non vorreste invitarmi a prendere una tazza di tè in camera vostra, oggi che piove—la buona pioggia del mese di Settembre—e che Lord Pepe se n'è andato a Biarritz? Tra il suo Russo lungo lungo ed il suo Belga piccino piccino, chissà mai ch'egli [pg!82] non riválichi la frontiera dopo aver saccheggiato l'oro degli uomini, e delle donne il cuore, alla gran tavola del giuoco di baccarà?

A quest'ora la vostra miss-cameriera è scesa, con un finissimo grembiule di pizzo, nella sala dei corrieri, dove a lei pure servono il tè... Quando mai avranno anche il lor giorno di ricevimento, le signore persone di servizio?

Dunque, Madlen, vi dichiaro che il giuoco del bigliardo inglese mi annoia disperatamente. Basta! vi dò partita vinta, e rifugiamoci presso la finestra, guardiamo per un istante il mare.

Vedete? Poche onde grigie, sonnolente, che fumano tra la nebbia con tristezza infinita. Passa un prete maestoso, che lascia nel fango le larghe impronte de' suoi piedi apostolici. Passa una bambinaia spettinata, con due fanciulli disobbedienti, che si trascina dietro come sacchi. Passa un fabbro, che porta su gli ómeri un pezzo di ringhiera. È curvo e cicca. I suoi calzoni di velluto scuro, larghissimi, sono tenuti in cintola da una fascia rossa. Non amate guardare, Madlen, la povera gente?

Io penso talvolta alla mia vita, se fossi nato in una officina. E non pensate voi alla vostra vita, se foste nata una povera donna, Madlen? una di quelle che traversano i ponti di White Chapel, fra il nebbione di Londra, nelle sere d'inverno?...

Sì, avete ragione: perchè mai si deve perdere il tempo nell'immaginare quello che non è?

Vi siete messa ora con le spalle contro i vetri; la nebbia ch'è fuori delinea senza precisione il contorno de' vostri puri lineamenti, addensa una specie di chiara oscurità ne' vostri capelli color di fumo.

[pg!83] Sì, Madlen, nel rumore di questa pioggia calma e profumata io sento nascere in me l'autunno e la vostra bellezza ed il mio amore come una sola musica. Non vi dovete offendere se vi desidero; ascoltate bene quel che dico: non vi dovete offendere se vi desidero, perchè nel mio desiderio c'è anche un poco di tristezza. La tristezza di sapere che non intenderete mai, mai, come si possa desiderare una donna, proprio coi sensi, e ciò senza offenderla. No, forse non intenderete mai. Eppure la cosa più bella, la cosa più felice, il bene maggiore che la vita possa concedere all'uomo, appunto è questo: un vero desiderio. Sapete voi com'è deserta e fredda la vita quando l'anima non ha più desiderî? quando li uccide in sè, li oltrepassa, prima di averne sentito cantare tutta l'ubbriachezza, fremere tutto il riso?...

C'è chi pone la sua maggiore poesia nella rinunzia e chi nel prendere ciò che gli piace; io, Madlen, amo desiderare. Più che possedere, più che vincere, amo desiderare. In quella musica dei sensi, che si chiama il desiderio, trovo la gioia più perfetta, il rosso fuoco, la perfetta e maravigliosa elevazione della vita.