—Mais... c'est de toi qu'il veut, ma petite Mad; sans ça... évidemment!
Madlen, con un atto repentino, buttò le braccia al collo di Litzine, mise la bocca vicino alla sua bocca e ripetè, alterata nel viso e nella voce:—Couche donc avec lui... veux-tu, Litzine?
Questa, con molta pulizia, con molta educazione, rispose:
—Je ne vois pas quel plaisir cela puisse te faire...
Poi, dopo una riflessione, osservò senza il minimo rancore:
—Si c'est pour te débarrasser de lui, je veux bien te rendre ce petit service.
—Non, ma foi, non! C'était pour autre chose... Tu me connais, Litzine; j'ai parfois des idées irréalisables...
—Rien n'est irréalisable dans ce sens, Mad. Et, d'ailleurs, [pg!135] Monsieur Claude avait parfaitement raison: nous ne sommes pas des provinciales... voilà tout! Mais enfin, mol, chers amis, je vous dis bonsoir.
—Bonsoir, Litzine...
Ma nonostante questo commiato Litzine non se n'andava. Mi domandò una sigaretta, che io le diedi. Poi, nell'accenderla, toccai la sua mano. La sua mano era morbida, calda, profumata; la sua mano era lieve come un piumino per la cipria. Forse non ho mai veduti occhi di fanciulla più limpidi e più calmi de' suoi. Era gentile come l'innocenza. Il suo labbro superiore non le chiudeva bene la bocca; vi rimaneva sempre nel mezzo uno spiraglio di sorriso. Non so perchè la guardavo, e Litzine guardava me.