Ma or non sentite nell'alba cantare il pallido fiume Urumea?
Sì, canta, canta... E questa è la musica della giovinezza, il rumore delle cose vive, la forza passeggera ed inestinguibile che ha per unica sua meta quella di scendere un pendìo. Come ora canta, nelle origini cantava. Di qui passava e passerà, nei secoli, una riviera lenta. In ciò che da noi si allontana, uomini, è la musica della vita.
E tu, Madlen, se il tuo cuore di donna perduta vuol conoscere questa femmina bionda, sii veracemente quello che sei, chiudi nel semiriso dello sperdimento le tue palpebre scure, muovi su lei con lentezza le tue braccia innamorate, fa che di te si strugga, e fa di te stessa, Madlen, la perduta che sei...
Nel colore della notte, nel fumo della trasparente oscurità, mi pareva che un suo piede si andasse allacciando, piano piano, alle caviglie di Litzine...
Perchè?... Le voleva bene?... Si consideravano forse come due buone sorelle?...
Nell'alba lontana—io pensavo—muoiono le bianche stelle. Qualcosa è laggiù, nello spazio, che gli uomini ancora non hanno definito. Qualcosa avvince tutte le [pg!153] creature all'eterna distruzione, all'eterna aurora. E il mondo si piega, si torce, nel dolore della sua gioia troppo lieve: nulla in sè trova pace; ogni desiderio cerca ulteriori possibilità; la creatura e l'infinito, l'ombra e l'alba, tutto finirà, sparirà... Muoiono le stelle.
E comporranno un giorno, Madlen, la tua treccia bionda e buia, per la eterna supinità, nel grembo della terra santificata; gli anelli mortuari opprimeranno le tue dita spente.
Nell'alba lontana—io pensavo—una vela è partita sul mare. Va per le onde; quasi brilla; incontrerà, fra poco, un raggio di sole. E il mio dolore se ne va con lei, per le distanze che ancora non vidi; ésula, nella trepidazione dell'alba, da questa povera cosa che io sono, e porta me stesso lontano da me, verso il cuore degli altri uomini, e navigando fra stelle troverà, su le criniere delle onde, un raggio di sole, Nell'alba grigia canta il pallido fiume Urumea. E suoneranno fra poco le alte campane dorate, al dio mattutino che incendierà le splendenti basiliche... Una vela è partita sul mare.
Madlen, inquieta, parlava con l'altra sottovoce, sottovoce...
Cosa diceva non so. La sua calda bocca, un po' crudele, un po' amara, le sue narici sottili come le fenditure dei bóccioli, vellutate come l'addome delle vespe, mobili ed ebbre, quasichè fiutassero un profumo troppo forte, si andavano avvicinando, avvicinando alla bocca di Litzine...