Per la Sardegna differenze notevolissime nella larghezza dell'iter culturas accedentium, dovute al permanere di preesistenti usi locali, sono state messe in rilievo dal Besta, Il diritto sardo nel medio evo, Bari 1898, n. 141, pag. 85.

[290]. Cfr. il passo nel glossario del Du Cange a q. v.

[291]. Luchaire A. Les communes françaises à l'époque des Capétiens directs. Paris. 1890. pag. 69-72.

[292]. Huvelin P. Essai historique sur le droit des marchés et des foires, Paris, 1897, pp. 188, e 200-01.

[293]. Vedi il glossario del Du Cange alla voce cit.

[294]. Luchaire A. loc. cit., pag. 69.

[295]. Cfr. Mon. Hist. Patr., XIII, 1561.

[296]. La prova e la confutazione di questa ipotesi non può esser data che dal materiale metrologico: si conoscono, infatti, tre specie di leghe; la leuca mayor di 2962 m., la leuca minor che misura solo 2222 m., ed infine la leuca gallica.

[297]. In Mon. Germ. Hist. Capitul ed. Boretius. II. 125.

[298]. Leicht. Studi cit., I, pag. 51.