[390]. Bergamo fu pure un centro favorito dai Langobardi. Cfr. Schupfer. Istituz. cit., pag. 152.
[391]. E così si spiega perchè nei documenti non si parli mai di tertiae e di terze parti fatta eccezione di quei tertiatores della Liburia che è stato dimostrato essere un caso speciale e singolarissimo.
[392]. Cod. dipl. lang. (Troya), n. 401.
[393]. Ibid. (Id.), n. 479.
[394]. Ibid. (Id.), n. 431. A questi notai della città si possono aggiungere pure Arioald notarius de Mantua (Cod. Dipl. Lang. — Porro — n. 93. a. 818) e Gisulfus notarius brixianus (Ibid. — Id. — n. 270 a. 877).
Vedi anche il placito tenuto a Trento nell'845 (ed. Muratori. Antiq. Ital., Diss. XXI) dai messi dell'imperatore e del duca Liutfredo; la «paginam judicati» è stesa da Grimoaldus notarius civitatis Tridentine. Un documento dell'anno 769 (Cod. Dipl. Lang. — Porro — n. 39) ci fa conoscere anche Thomas subdiaconus notarius sancte ticinensis ecclesie.
[395]. Non menziono il receptor perchè l'unico esempio di esso (Cod. dipl. lang., ed. Troya, n. 453; ed. Porro, col. 16, n. IV, a. 725) è dovuto ad un errore di lettura e di interpetrazione. Lo Schiaparelli (in «Archiv. Stor. Ital.» sez. V, to. XLIII, pag. 166, nota 3 e tomo XLVIII, pag. 196, nota 1) ha dimostrato che l'abbreviatura, che ricorre anche in altre carte langobarde, è «reg p» e va sicuramente sciolta «reg(ia) p(otestas)»; il passo relativo del documento citato deve, quindi, esser restituito «notarius reg(iae) p(otestatis)».
[396]. Ughelli-Coleti. loc. cit., V, Col. 711.
[397]. Hegel C. Storia della costituzione dei municipi italiani, trad. Corti. Milano 1861, pag. 881, nota 4.
Però non ne fa alcun uso per lo studio della costituzione cittadina.