[433]. Cfr. Muratori. Liturgia cit., pag. 61 e segg.

[434]. Cfr. Ughelli loc. cit., II, col. 3 e segg.

[435]. Cfr. l'Ordo totius officii ecclesie paduane per totum circulum anni secundum diversorum temporum mutationes illustrato da F. S. Dondi Orologio (Dissertazione sopra li riti della chiesa di Padova fino al secolo XIV, Padova, 1816) che lo ritiene scritto fra il 1261 e il 1263.

[436]. Il Tamassia quando si è proposto di dimostrare l'attività del popolo appartenente ad una circoscrizione ecclesiastica in alcuni fatti che presuppongono in esso qualche cosa che lo avvicina ad una persona giuridica, almeno per l'istante in cui l'atto si compie (Chiesa e popolo. Note per la storia dell'Italia precomunale, in «Archivio Giurid. F. Serafini» N. S., Vol. VII, fasc. 2, a. 1901, pag. 300-322) ha, veramente, dimostrato di sentire che un'indagine sulla costituzione delle nostre città deve tenere in massimo conto la chiesa locale e non può assolutamente prescindere dalla storia delle diocesi e delle parrocchie italiane, ma avendo di mira altro scopo, non è andato più in là dell'enunciazione del concetto.

A noi non interessa conoscere come il cristianesimo si sia diffuso. (Cfr. per questo Harnack A. Die Mission und Ausbreitung des Kristentums in den ersten drei Jahrhunderten, Leipzig, 1902; Negri G. Una figura storica nel cristianesimo nascente in «Meditazioni vagabonde» Milano, 1897, pag. 227 e segg.; Duchesne Histoire ancienne de l'église, Paris, 1906, Vol. I; Federici V. Della primitiva propagazione del cristianesimo in «Rassegna Nazionale», 1906, fasc. 3; Semeria G. Venticinque anni del cristianesimo nascente, Roma, 1900; Belgrano L. T. I primordi del cristianesimo in Piemonte e in particolare a Tortona in «Bibliot. d. Società Stor. Subalpina», Vol. XXXII, p. I, Pinerolo, 1905; Ferretto A. I primordi e lo sviluppo del cristianesimo in Liguria ed in particolare a Genova in «Atti della Società ligure di stor. patria», Vol. XXXIX, Genova, 1907, pag. 171 e segg.; Paschini P. Le origini della chiesa di Aquileia in «Riv. per le scienze storiche» 1904. fasc. 1-4; P. M. da Carbonara e F. Savio S. Marziano e le origini della diocesi di Tortona, Alessandria, 1903; Zattoni G. Il valore storico della passio di S. Apollinare in «Riv. Stor. Critica delle sc. teolog.», II, fasc. 9, sett., 1906; Boggio E. Le prime chiese cristiane nel Canavese in «Atti della soc. d'archeolog. e belle arti per la prov. di Torino», Vol. V, 1887); ma, invece, come si è organizzato e la scelta delle fonti deve esser fatta tenendo presente lo svolgimento di questa organizzazione. Sebbene, infatti, fino dagli ultimi anni del primo secolo dopo Cristo cominciassero ad apparire segni palesi di un profondo cambiamento nel sentimento religioso del tempo e si andasse maturando una tendenza di conciliazione fra il paganesimo ed il cristianesimo (cfr. Baur loc. cit.) occorsero ancora due secoli, rotti non infrequentemente da sanguinose persecuzioni (cfr. Duchesne L. Storia della chiesa antica, Vol. I, cap. XIII, XIV pag. 119 e 149; XIX, pag. 197-212; XXVII pag. 292-310; Vol. II, cap. I, pag. 9-38), prima che quest'ultimo fosse ufficialmente tollerato (cfr. Crivellucci A. Storia delle relazioni fra lo Stato e la Chiesa, Vol. I, Bologna 1886, pag. 107). Nè con questo riconoscimento, che pure segnò un gran passo innanzi, la via fu spianata: dovette trascorrere più che una settantina d'anni, non esente da qualche violento tentativo di ripristino (cfr. Duchesne loc. cit., II, cap. IX, pag. 178 e segg. e Negri G. Giuliano l'apostata in «Nel passato e nel presente», Milano, 1891), prima che Graziano rifiutasse nel 375 il titolo di pontefice massimo, portato da tutti i suoi predecessori; e solo cinque anni dopo, nel 380, il cristianesimo fu dichiarato religione ufficiale dello Stato; (cfr. Stutz loc. cit., pag. 17; e Crivellucci loc. cit., I, pag. 316) e soltanto a poco a poco, con stenti, con fatiche e con incertezze, i vescovi riuscirono ad ottenere la giurisdizione arbitrale ed ecclesiastica, il diritto di asilo e di intercessione e tutte le altre prerogative che ne fecero veri e proprî organi dello Stato.

[437]. Cod. dipl. long., Troya. n. 771, a. 753, febbr. 10.

[438]. Cfr. Hegel C. Storia della costituzione dei municipi italiani, trad. Conti, Milano-Torino, 1861, pag. 344; Leicht P. S. Studi cit., I, pag. 11 e segg.; Mayer E. Ital. Verfassung. cit., II, pag. 432 e segg.

[439]. Su alcune caratteristiche del diritto di regalia cfr. Solmi A. Diete di Roncaglia cit., pag. 36 e segg.

[440]. È una sentenza dei consoli di Milano riportata in parte da F. Berlan. Le due edizioni milanese e torinese delle consuetudini di Milano dell'anno 1216, Venezia, 1872, pag. 154.

.... prefatus Gigottus condempnavit predictos consules tam nobilium quam rusticorum de suprascripto loco Vellate, suo nomine et nomine omnium hominum ipsius loci, tam nobilium quam rusticorum, ne de cetero impediant massarios ecclesie S. Marie Montis, habitantes in territorio de Vellate, ubi dicitur in Vigni, pascuare in pascuis sive vicanalibus loci de Vellate cum bubus et bestiis suis, sicut alii vicini loci de Vellate faciunt.