E come per colpirli direttamente del suo odio, aprì la copertina, percorrendo con l'occhio la breve colonna, dall'«Anselmi Giovanni, cannoniere», che l'iniziava, al «Zanetti Luigi palombaro», che ne chiudeva l'ordine alfabetico.
Nelle notti d'uragano più oscure, quando un altissimo vento addensa lo strato delle nuvole in corsa, avviene talvolta che da un improvviso squarcio balzi fuori la luna e tutto il panorama del cielo s'allieti e si illumini come la natura ritrovasse pace. Così il nome di Zanetti all'occhio dell'ufficiale s'accese di subitanea aureola, e carte, tavolo, ufficio, tutto gli apparve più lieto. Le minaccie scintillanti del telefono divennero blande carezze di pupille superiori.
L'orologio segnava un'ora di festa: le due e mezzo: l'ammiraglio doveva già essere ritornato al suo posto e non bisognava tardare un minuto di più a dargli la buona notizia, mettendo in valore ai suoi occhi la magnifica iniziativa. Ali diedero forza al suo scatto dal tavolo, alla sua corsa per i corridoi. E mentre i piantoni si chiedevano sorpresi se la colazione del giovane ufficiale non fosse stata troppo copiosamente innaffiata per qualche nuovo, immenso trionfo della Mittel Europa, egli li sorpassava veloce ad uno ad uno lanciando all'aria un rinnovato eureka:
— Gò trovà, gò trovà!
* * *
Il prigioniero entrò a passo lento e con la testa alta girando attorno uno sguardo tranquillo. L'antica aristocrazia della razza si rivelava naturalmente in questo popolano latino, i cui lineamenti non erano alterati da alcuna apprensione nè per l'improvvisa chiamata, nè per quanto gli potesse venir tra breve chiesto. Un latente ed intimo sentimento di superiorità, impreciso nelle lontanissime origini, ma fermo e forte come un'altra compagine ossea del suo organismo, non dava battiti ai suoi occhi, nè tentennamenti alle sue movenze.
E si fermò avanti al tavolo, attorno al quale tre ufficiali di marina erano seduti, aspettando in silenzio che gli venisse spiegato che cosa si desiderasse da lui.
Nell'ambiente militare austriaco non è ammessa alcuna cortesia di forma tra capi e gregari. Questi sono la massa incolore nella quale la distinzione dell'individuo è inutile. Il capo non parla, come da noi, ma ordina: e per questo la sua voce assume lo speciale tono imparato dai sotto ufficiali istruttori delle scuole, perchè per dare impulso alle masse umane filotedesche sembra necessario l'imitare per quanto è possibile il grido delle bestie.
Questa volta, invece, il tenente di vascello che primo diresse la parola al prigioniero, le diede un breve preambolo di sorriso:
— Xelo palombar lu?