E al cenno d'assentimento che gli rispose, fece seguire un «Ben» pieno di graziosa benevolenza.
— E — proseguì — fino a che fondo l'e capace lu de andar?
— Quando ero in esercizio potevo rimanere per circa mezz'ora in 30 metri... Ora non saprei...
I tre si guardarono l'un l'altro con uno sguardo allibito.
— Lu vol scherzar — riprese l'ufficiale stiracchiandosi i lunghi baffi biondastri dopo una corta pausa. — De questi palombar qui, ghe n'avemo anca noialtri a bizzeffe. Mi son sicuro che lu pole andar benissimo in quaranta e anca cinquanta metri. No xe vero, eh? — disse rivolgendosi per consenso ai due suoi colleghi.
Gli risposero due brevi risa approvatrici della sua furberia.
— Perchè noi savemo che nela reale marina italiana i palombari xe reclutà tra i pescator de spugne e de corai... che xe l'ultima espression dei palombari...
— Prima dell'arruolamento io ero meccanico e non ho mai lavorato a più di trenta metri...
— Ben, ben, benissimo... Ma ghe xe st'affar qua... che bisogna andar in cinquanta... Xe una miseria in più, salo?
— Ma scusi: a far che? — disse il prigioniero mentre un poco di sangue gli saliva alle gote.