Ora io studio questo povero essere che mi sta davanti e lo seguo, sì, nelle sue oscillazioni dalla spavalderia all'abbattimento, ma è come indagassi nel grigio d'una nebbia. Che cosa sono queste pause, attorno alle quali, come attorno a rocce, ribolle e si frange la stanca corrente del suo ricordo? Di quale impossibile minaccia trema? Ah! ogni vecchio è veramente problema già risoluto ma del quale si è perduta per sempre la risoluzione!...
Ecco: la corrente si riforma, s'avvia... Il tagliatore di Scïò ridiviene sprezzante, parla di nuovo...
— ... Tutto voglio raccontare a questi ragazzi curiosi, tutto. Paura io?... Appena disceso sulla banchina, un uomo che non avevo visto mai mi venne incontro con la mano tesa. «Siamo entrambi marinai» — disse «Andiamo insieme». Certo che era marinaio: vestiva come me; e se non era proprio di San Benedetto del Tronto, doveva esser di qui vicino perchè parlava quasi come me. Ed era cieco da un occhio per causa recente, giacchè intorno alle palpebre aveva del sangue appena ristagnato.
Andammo insieme.
— Da dove vieni? — gli chiesi.
— Da un paese tanto lontano e che tu non conosci.
— E dove vai?
— Ritornerò laggiù.
— La tua paranza?
— Si chiama «Niente».