Poi l'acqua nera ribollì intorno a lui e se lo prese a poco a poco, senza trasparenze... Una mano che apparve straordinariamente bianca rimase elevata sull'acqua e disse «addio!».
Sparve anch'essa: ed ecco che un getto di bolle sorse chetamente a frizzare nel punto dov'era sparita, riproducendosi sempre. L'uomo discendeva nell'abisso ed era quello il suo respiro visibile.
* * *
— Quanto xe?
— 15 metri.
— Filè pian, fermeve ogni cinque metri — ordinò il tenente di vascello.
— Come va? — interrogò il dottore al telefono.
— Bene — rispose una voce borborizzante e roca e la cui cupa tonalità acquistava la strana forza di propagazione dei fonografi. — Date cavo, date cavo...
— E allora filè, filè, voialtri. Se non vol altro... lo contentemo subito — disse il tenente di vascello sporgendosi a guardare fuori bordo.
Il cavo di guida, il tubo dell'aria e il cavo telefonico scorrevano giù, giù, lentamente nell'acqua nera, tra il pullulare delle bolle d'aria, cordoni ombelicali d'una vita invisibile.