— Sicuro: quando si scende da lassù, lassù, l'acqua è sempre calda... Tre o quattro piastrellate sulla cresta delle onde ci avevano sfondato il «boat» e ce ne andavamo giù... Per fortuna accorse un cacciatorpediniere nostro e... Eccoli! eccoli! — esclama il ragazzo, fermandosi e tendendo l'orecchio.

— Chi?

— Gli altri due...

Io non sento null'altro che le fragorose cateratte delle onde, sul cui rumore si sovrappone ad un tratto la risata gioconda di costui che per un motivo che assolutamente mi sfugge, si diverte un mondo.

— Ah! ah! — grida. — Ma non sente come «piastrellano!». — Lo dicevo io, che «amarravano» in mare! Come due spugne, arriveranno!

Ed è tale la sua gioia che si toglie con un gesto vivace i grossi occhiali orlati di pelliccia che teneva sollevati sul cappuccio di lana, come se questi due occhi da batrace fissati da un elastico attorno al suo capo, comprimessero anche la sua felicità...

E ride, e ride...

II.

Siamo in cinque, attorno ad una improvvisata colazione, in una stanza dove la guerra ha lasciato qualche traccia di cannonate e poche altre cose; tre aviatori che per ora parlano poco: un'altro che non lo è, ed ammira il robusto appetito dei cieli, e Pick, un giovane fox-terrier, nato a bordo di una nave da guerra, vissuto in guerra e che porta con modestia incise sul collare alcune date memorabili, cosa che non gl'impedisce ora di raspare a turno le ginocchia dei commensali per chiedere la parte di cibo che l'uomo gli deve.

Larga, insperata messe, oggi, per lui!