E non c'è verso di dirlo questo «no».
La cortesia schietta impone assai più d'un comando; e la cordialità di questo signore è così latina, così cosa nostra, che immediatamente ci avvince. E lo seguiamo su per la gradinata del pronao inghirlandato di lampadine elettriche, su per una terrazza affollata da una moltitudine già ben diversa da quella della strada, già tramoggiata da un alto prezzo d'entrata; attraversiamo con lui un peristilio popolato da coppie mascherate che interrompono i loro dialoghi d'un sottovoce sospetto per fissar noi con l'acuta fissità che la maschera presta, ed eccoci finalmente nella cosiddetta «fornace dell'oblio»: è il signore che la chiama così.
Ma è veramente magnifica, la sua fornace: e il gentile proprietario del teatro — l'Opera — ci guarda lusingato dalla nostra sorpresa. Ah! Non son più tempi da preziosità letterarie, questi. I vecchi fardelli del pensiero sono stati tutti bruciati da un oggi terribile: riesumati, fan pena e forse anche nausea. Pure, non so perchè, la calda vampata che qui dentro ferve, l'odore acre d'umanità che mi s'addensa attorno, i volti accesi, l'eccitazione femminile assai più acuta di quella maschile perchè più compressa, mi richiamano a scene pagane sepolte al fondo dell'immaginazione dalla dura vita del mare che seppellisce tante altre cose; e per quest'odore così complesso, fatto d'alito, di fiori avvizziti, di profumi corrotti e d'un repulsivo prodotto umano, l'acido lattico, il mio pensiero fissa una definizione stravagante: odore dell'incenso d'Eros. E quest'ardente platea non mi rappresenta più che una pagana attrazione di sessi, scatenata in un mondo che non riconosco più.
Indovina la mia guida il barocco pensiero? Non so: non posso più saperlo: la folla l'ha separata da me ed io mi trovo solo, tra un gruppo di maschere bianche. Sono inglesi: signorine inglesi... — Oh! An Italian Officer!... — mormora una che mi scruta con occhi resi ancor più meravigliosamente celesti dal nero della maschera.
Mi fermo a fissarla.
— Alone? — Solo? — chiede la maschera. Apro leggermente le braccia per indicarle che così è: ma non comprende bene.
— Do you talk english? — Solo? — insiste.
Le rispondo con un verso del Childe Harold.
— Is it not better, then, to be alone... (Non è dunque meglio esser solo...)
— Oh! — esclama la maschera con gioiosa sorpresa, mentre si distacca dalle sue compagne che ridono — Viva l'Alleanza!