— D'un certo sorriso fatto quando è venuta lei e che non era per me, gliel'assicuro...
— Guarda, guarda! — commenta la bella personcina con uno stupore femmina e cioè con un fondo di compiacenza. — Ritenevo che non sapesse dir niente...
— Grazie...
— ... o più niente...
Più niente? — Perchè «più»? — Ah! Un sussulto: una visione di gentile maschera: un dubbio: il tentativo di un sorriso di riconoscimento raffreddato sulle mie labbra da una sua pronta espressione di perfetto, inimitabile candore. Ma come scintille di pallido zaffiro, nella purezza azzurra delle iridi, alcuni sprazzi quasi impercettibili d'oro verde, scompigliano un po' la vasta ingenuità della sua espressione e ravvivano in me la speranza.
Dev'esser lei. Statura, oro dei capelli, occhi, voce, atteggiamenti, sono quelli della mia sconosciuta compagna dal talismano bizzarro. Parla per lei questa scherzosa aspettativa che è simile a quella di chi abbia proposta una sciarada che nessuno indovina.
Non dev'esser lei. Infatti con un giro pacato della snella persona ella tronca la muta interrogazione e senza curarsi di spiegarmi le sue parole, s'avvia verso la tavola dove son già tutti i convenuti.
E un domestico dal solenne cipiglio dei domestici puri-sangue, che pare inciso nel loro volto perchè rimanga immutabile regola nel tipo, mi indica l'alta spalliera d'una sedia di cuoio che m'aspetta.
Giù.
Sono tra Lady «M...» e la piccola affascinatrice di Luigi XIV. (You will be good friends, you will see). Alla sinistra di questa, è un giovane Lord al cui nome corrisponde una famosa contea d'Inghilterra: e alla destra di Lady «M....» è un vecchietto che sembra rinchiuso in sè stesso per occupare il minimo posto nella vita, appunto perchè la vita forse gliene diede troppo. Di fronte è Lord «M....», Governatore di Malta, con sua figlia e due segretari militari dal rasato silenzio.