— E perchè? — chiede Lady «M....» sorpresa.
— Perchè la sua nave parte tra tre ore.
— Davvero? — mi chiede la signora.
Annuisco: e le domando anzi scusa se devo tornare subito a bordo per i preparativi della partenza.
— Sono mortificata. Se lo avessi saputo! Ecco una delle poche volte in cui Edith ha ragione!
Dio mio! L'ansia del proprio simile è una forma, si sa; parole: movimenti di labbra. Oggi è questo tutto quanto può venire offerto. Quando tutto ciò che compatisce, rimpiange, lenisce è stato detto, quando perfino la preghiera, troppo a lungo inascoltata, non ha più forza d'arrivare all'«Amen» e gli occhi si sono inariditi come per una gran febbre e tutta l'umanità per la voce di milioni di morti si domanda chi furono quei pazzi che ci parlarono di giustizia, di bontà, di beatitudini terrena o celeste, bisogna bene accasciarsi: troppo spremuti, non possiamo dar più nulla: siamo inerti, come conviene a giuocattoli, spezzati da una volontà che è meglio non esista, tanto sarebbe mostruosa. No: oggi l'ansia non c'è più: c'è l'ansia di guerra, che è ben altra cosa...
Così con questi gentili ospiti che la guerra m'ha fatto conoscere e che forse non vedrò mai più, devo ora limitarmi a ringraziare a fior di labbro, far qualche inchino, abbozzare qualche sorriso, pronunziare quelle poche sillabe che significano congedo e lasciare alle spalle il bivio dei nostri rispettivi destini, sicuro che la ricaduta delle cortine di quella porta verso cui mi incammino, mi porrà subito ad un'incommensurabile distanza nel loro ricordo. È la legge.
X.
Ora nel salone attiguo, due fila di armature vuote da secoli, mi fanno lucida ala. Dietro il corruscamento dell'acciaio, la penombra verde dei pesanti cortinaggi ricalati sui finestroni, crea come due lunghe navate senza cupola. Il tappeto attutisce il mio passo: il silenzio, il battito acre del mio pensiero. Ma chi è uscito con me, chi mi segue? Cavaliere de l'Isle Adam, Gran Maestro dell'Ordine, che hai il ventre d'acciaio stranamente accuminato all'infuori, spiegami il leggero fruscìo che s'avanza rapido e mi raggiunge.
— Ah!