Era vero: tutt'intorno lo scirocco aveva accumulato nuvole e nuvole addensandole sul mare e la notte era tutta un immenso caos nero percorso dall'ululato del vento.

Un piccolo brivido... Freddo?

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Io immagino, Miss Edith, il suo sorriso mentre leggerà queste pagine. Ora che un bel porto del mio paese chiude la mia nave, e che un mite sole irradia serenità sugli enigmi eterni della vita e li placa, io pure rido con lei delle vuote fantasticherie che le ho scritte, nate da un sonno di tormento. Ma vorrei che sotto la spinta della sua fresca vitalità, della sua giovane energia, del suo fervido spirito, Ella, Miss Edith, mi rispondesse press'a poco così:

Egregio signore, la sua lettera è insulsa per non dir peggio. In avvenire sarà bene mi risparmi le lungaggini delle sue descrizioni tra macabre e grottesche... Grazie del delicato pensiero di avermi ficcata in quella tale folla di maschere ed aver dedicato un proiettore speciale alla mia persona. Ma io, a Dio piacendo, sto benissimo e lei no, perchè ha bisogno di una lunga cura. — Good bye.

Siamo intesi, miss Edith? Io vorrei che mi rispondesse subito così. E aspetto la sua risposta con una certa ansia...

Suo Dev.mo
«. . . . .»

XIII.

Malta, ... aprile 1917.

Signore,