Seguono mine. — Peuh! È un prodotto solito. — Quest'acqua deserta dove nulla apparisce, ne coltiva a migliaia nel suo seno; e la tempesta gliene squassa ogni tanto un po', scegliendole tra le più vecchie e incrostate, come da un orto a rovescio, mandandole «su». Gli orti nostri e nemici si confondono ormai ed il prodotto è frammisto. Mine nostre e loro vengono alla deriva insieme, affratellate dal capriccio del mare. — Sembrano immense, sulla sabbia; e quando le abili mani dei marinai con poche precise ma pericolose manovre le rendono innocue, esse continuano a conservare la loro aria stupita di cetacei in secco che non tentarono mai far male a chicchessia, e vennero sempre calunniati da tutti.

Vien poi un'intestazione generica: Diversi. Ed essa comprende tutte quelle cose flaccide, corrose dal terribile acido del mare, che sembrano consistenti alla vista, ma non appena toccate si sgretolano. — Tele, assi, casse sventrate, calzature aperte, brandelli di indumenti cosparsi di fili d'alga e d'erbe di laguna, brillanti al sole per piccoli cristalli di sale... Sicuro: «Diversi»; e non è possibile dar altro nome concreto a ciò che il mare ha masticato...

La colonna A è più lunga. Pola ha inviato qui una quantità di cassette vuote, quasi tutte indirizzate ai marinai della squadra nemica: cassette da indumenti o da commestibili, provenienti dai più opposti punti dello sdrucibile impero. Karl Kenz ha avuto dei fichi: Hanz Guttlassen ha ricevuto molta biancheria: Luitpold Heberlein, un piccolissimo dolce... Gazzarra, laggiù, incontro a noi! la buona quiete di «dentro le reti d'acciaio» dove s'aspetta, s'aspetta il gran giorno... Ecco invece qualcuno di «fuori reti» che ha lasciato la vita nell'aperto mare. Ce lo dice un berretto da marinaio col nome di una silurante nemica che non tornerà più in porto e di cui sappiamo la fine. Due salvagenti ancora ben rossi e qualche cintura di salvataggio dal sughero ancora ben compatto, aggiungono alla svelta alcune frasi incisive alla tragedia svoltasi da poco.

E c'è poi, un oggetto raro: un tubo di latta impermeabilmente tappato, poco più lungo d'un palmo, e del diametro d'un comune orologio da tasca. È il messaggio d'un velivolo austriaco lanciato alla sua silurante di scorta durante una delle tante bestiali incursioni sulle nostre coste. «Andate nel punto tale, subito: troverete l'apparecchio K... che ha bisogno di rimorchio...» Un ferito da noi, abbattutosi al largo.

Quante cose ci racconta quest'acqua, quando parla a bassa voce! Basta saperla interrogare e non aver ritegno a rovistare tra cose morte.

IV.

Che c'è? Che cos'hanno trovato? Come ad un tratto intorno ad una preda invisibile s'addensano le formiche d'una stessa fila diradando gli spazi contigui, così laggiù nella catena degli uomini, s'è formato un gruppo compatto che annunzia scoperta.

— Una tartaruga morta! — mi grida un siciliano quasi nudo, malgrado la sferza invernale.

— Mezza vuota... marcita... piena d'alghe — aggiunge un suo compagno.

E allora che la gettino via! Da più di due anni questa fauna non c'interessa più...