Nemmeno io. Le giornate si succedono monotone, calme, arroventate dal sole e Venezia indora sempre più i suoi tramonti radiosi, nei quali i campanili ergono la loro mole violetta su una tranquilla fantasmagoria di sangue e sembrano giganteschi.
E il resto del mondo apparisce come separato da noi da queste cortine magnifiche: sembra così lontano, così lontano... Il mare stesso pare non aver mai conosciute tempeste ed ha perduto ogni sua voce in una strana interminabile sonnolenza. Mare da bagnanti. Non ci dice nulla.
E si comprende allora la volgarità dell'arte di alcuni pittori di marine che gettano qualche pennellata di ardente colore su spiaggie monocrome, su monocromi sfondi d'azzurro, ricercando l'effetto in poveri contrasti ed assegnando all'uomo la missione di chiazza, sparsa a caso qua e là, fino all'estrema prospettiva...
* * *
Ah! la buona sabbia calda dove le membra seminude sembrano aspirare vigore da innumerevoli pori! Che gioia prostrare il corpo sulla madre terra in una intima comunione di piccolo essere mortale con la materia immortale, scambiando scorie d'anima con correnti di pace prese in anticipo sul gran conto finale. Là: fissiamo il cielo, su, nello zenit profondo e vedremo apparire alla nostra immaginazione, mondi non deturpati da niente, nemmeno da una definizione impossibile. Così: un nirvana azzurro...
Che?
Che specie di parola risuona vicino a me? Chi la pronuncia? Peuh! Due derivati del tipo uomo, appartenenti agli ultimi gradini: due giovinastri dagli occhi sottolineati da una sfumatura violacea ed estremamente ricercati nel loro abbigliamento. Essi mi passano vicino, camminando a piccoli passi e sorreggendo entrambi un unico giornale aperto, sul quale fissano lo sguardo avvizzito.
— Guerre! — han detto: — Mais alors c'est la guerre...
La loro vista politica dev'essere un poco annebbiata dalla falsa luce che certo guida la loro opaca esistenza. Guerra a che? A qualche lozione per capelli? A qualche malsana ricetta?
Ma no: levandomi in piedi, vedo che più in là lungo la spiaggia, capannelli di corpi si seguono, dominati nel mezzo da altri giornali, e sento che la parola si ripete, s'estende, vola, mugge come un'improvvisa bufera, portata da uomini in corsa, da donne spaurite, mentre, come se una minaccia immediata fosse già contenuta nella parola stessa, qualcuno già raccoglie i suoi vestiti per abbandonare la spiaggia.