In pochi giorni il silenzio ha guadagnato file di stanze, gruppi di appartamenti, interi piani: e le finestre chiuse un poco alla volta, dànno l'idea di successive morti.
Le orifiamme di festa, fitte sulla sabbia spariscono; alcuni cancelli son chiusi; le tende sulla spiaggia son ripiegate e rimosse.
E a sera nel contemplare l'enorme massa chiusa, buia, ostilmente eretta nelle ultime luci del tramonto, si sente che s'è chiuso qualche cosa di più che un edificio, che s'è spento ben altro che delle lampade elettriche: è un'epoca che muore, ed il mondo ne prova come un primo tremito.
Sul mare non un soffio di vento, non il minimo segno di moto: un velario scuro si alza a mezzo cielo nascondendo una larga zona di stelle e pare che dietro, verso Levante, là dove l'occhio non indaga più, qualche cosa di malefico si crei che stringe il pensiero come lo sfioramento della morte.
E mentre, rievocata non so da che cosa, mi sorge nel ricordo la visione delle legioni dei fantasmi che i vecchi pescatori adriatici vedono turbinare sul mare nelle notti di tempesta, una stella cadente riga il cielo con un'abbagliante scìa rossastra.
È volgare credenza che una tal vista realizzi il pensiero concepito nell'istesso istante.
Ahi! Adriatico, che vedrai tu?
LA TRAVERSATA DELLA MORTE. (L'UOMO).
Making the sun like blood, the earth a tomb,
The tomb a hell, and hell itself a murkier gloom.