Tutti lo seguiamo con lo sguardo mentre va a confondere la sua fresca innocenza nella ressa color terra e che stilla sangue... E la fila atroce continua... Non una parola; sempre l'inesprimibile silenzio che gravava ieri sulla Cosa, laggiù, sulla sabbia fatale: unico rumore, il fruscio sul ponte degli stracci che fasciano i piedi, ritmato dal colpo secco dei bastoni che cadono.
È che la parola è dei vivi e questa massa contiene ancora in sè, sempre, ostinatamente, la morte.
V.
Il loro computo è fatto: son «circa 45 tonnellate», come dice il Direttore di macchina a proposito della maggiore immersione della nave. Ma siamo in dubbio se il peso medio assegnato ad ogni uomo sia giusto: quaranta o cinquanta chilogrammi? Teniamoci bassi; nessuno di noi sa quale sia il peso medio di uno scheletro.
Ma è necessario troncare il dibattito.
La nave è già piena nelle stive e nei ponti: tanto, che per noi di bordo non c'è altro rifugio che lo «spar-deck» e la plancia, dove alla lebbra è proibito salire. Dunque partiamo.
Austria, al tuo destino!
Con improvvisati steccati, con sentinelle, si riesce a mantener sgombri quei punti dove è necessario lasciar libero giuoco ai macchinari per la manovra. E visti dal palco di comando appariscono ben strani questi spazi vuoti, scavati nel fitto della massa umana!...
— Pronti a prora?
— Pronti.