Nessuno che si domandi dove sia il Vesuvio, dove sia sfumata Capri, che fine possa aver fatta Ischia: nomi conosciuti dovunque; niente: Napoli. E non è difficile pensino con gioia che è stata bombardata molto bene dalla squadra austriaca, questa Napoli che hanno sott'occhio tutta sventrata...
E quando qualche marinaio napoletano stupefatto, s'irrita e dice loro «Messina!» appoggiando il nome con sonori appellativi dialettali non precisamente forbiti, essi lo guardano con diffidenza. Messina? Mai sentito. No, Napoli; e noi italiani siamo degli incor- reggibili burloni...
L'orda è ritornata in coperta ed ora noi allaghiamo con acido fenico il sepolcreto da cui è uscita. Vampate nauseabonde si sprigionano dai boccaporti aperti, e non c'è più rifugio: bisogna respirarle e ripeterne la mortifera analisi ad ogni colpo di polmone.
Ma oggi riserpeggia un po' di vita in questo immondo stracciume. L'acqua, la sicurezza d'un buon cibo, il riposo, il sapere che ogni lamento verrà raccolto, la sensazione animale di sentir rialzar la curva della propria esistenza, rimasta per mesi abbassata al livello della morte, è risurrezione rapida per questa carne disfatta.
E negli occhi ravvivati si riaccende la fiamma della bestia tranquilla, con qualche sprizzo sinistro d'Austria....
VIII.
Io non so come, se dalle sentinelle o dai graduati o dagl'interpreti, certo è che da qualcuno son già stati raccolti gli episodi della spaventevole marcia attraverso la Serbia e l'Albania.
Non mi par verosimile quello che mi si racconta, perchè a tutto è un limite.
— Signore! — mi dice un giovane sergente austriaco che interrogo: un istriano di Snegnevitza. — Se è vero? — E i suoi occhi si velano e la sua bocca si contrae... — Non so da dove cominciare... Si riceveva da principio un pane per settimana: poi più nulla. Erbe, radici, corteccie, tutto fu buono. Bisognava scavare nella neve con le mani per trovare qualche cosa. Si camminava, si camminava, seguendo gli altri su pei monti o lungo il letto dei torrenti. Ci fermavamo quando volevamo... Bastava buttarsi nella neve, fuori del branco. Ma non bisognava dormire perchè si era derubati subito degli abiti, dei pochi danari, di tutto, da bande di prigionieri stessi, pronti a uccidere a bastonate se si resisteva. E quando si rimaneva nudi si moriva. A meno che...
— A meno che...