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— Bene: — dice il comandante, — e ora diamo un buon pugno alla bestia perchè non si muova più... Se no, si divertirebbe ad andarsene a zonzo con la corrente, strofinando il ventre sul fondo. Dare 200...
Di nuovo il fruscìo e l'ingurgito dentro gole di metallo... Silenzio. Duecento litri d'acqua son dati per forza al mostro perchè il suo ventre s'aggravi e stia quieto.
Ed eccoci calcati nella sabbia... o nel limo, o nel fango o tra ciuffi d'alghe... forse vicini ad avanzi di naufragi...
Chi sa?
IV.
Le otto pomeridiane: le otto degli uomini che uno dei loro orologi segna quaggiù. Per noi ogni ora è luce elettrica: e la corsa del sole, le differenze di temperatura sono abolite. Il tempo non produce altre manifestazioni sensibili che l'addensarsi e l'inspessirsi dell'aria che noi respiriamo. Quando intorno alle tempie una benda invisibile si stringe, e raddoppia, triplica i suoi giri, quando il respiro si cambia a poco a poco in ànsito, quando sui volti si distende come una patina livida, allora molto tempo è passato perchè molta anidride carbonica s'è prodotta. Allora, sotto l'influenza del veleno, gli uomini cadono a poco a poco in una cupa malinconia che non ha niente a che fare col loro carattere. Bisogna far circolare questa poltiglia gazosa — che pure entra ancora nei polmoni — attraverso masse di ossido di calce che assorbe il veleno e lo fissa: e poi bisogna far sgorgare ossigeno da appositi serbatoi. Ed ecco prodursi un prodigio: i volti ridiventano ilari e i movimenti, vivaci: erompe dagli occhi una gioia sovrannaturale di vivere... Ma è chimica, pura chimica. Gioia e tristezza in formule... E il tempo è calcolato così...
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Stasera abbiamo ancora da respirare l'aria di sette o ott'ore fa che prendemmo in pieno Adriatico, quando giunti al nostro posto di agguato cessammo di navigare emersi come un'ordinaria torpediniera. Essa è pura tuttavia, salvo il fondo persistente e grave della nafta. — Ma da prora, da una delle cappelle ardenti comincia a giungere a zaffate l'acre odore di grassi da cucina. Ahimè!: bisogna ben nutrirsi anche quaggiù e subirne tutte le conseguenze. Ed è una gamma di emanazioni, ora confusa, ora distinta nei suoi componenti e che ha rigurgiti, soste e riprese: sinistra sinfonia dell'olfatto nella quale la persistente nota della nafta impera tra i «crescendo», nei duetti, nei terzetti, nei cori, sempre.
Sulla sinistra della camera di manovra, riparati da una cortina rossa, son due tavoli sulla stessa linea ed uguali. Un lungo divano, che può essere cambiato in due cuccette, si addossa alla murata del sommergibile e serve di sedile. Di qua e di là, verso prua e verso poppa, due piccoli armadi danno forma rettangolare al ristretto ambiente, formandone le pareti corte.