E questa notte, antitesi precisa dell'altra, è pari negli effetti, chè anche in un sarcofago è difficile il sonno.

Le lampade elettriche della cosiddetta cabina sono state spente. Ma tra i lembi della cortina rossa filtra luce dalla camera di manovra ed incastra triangoli vividi nell'ombra. Così c'è un barometro sopra di me che tutto illuminato scintilla e richiama senza sosta il mio sguardo come unica cosa precisa, tra molte cose dissolte dall'ombra e che han cambiato profilo. E c'è anche, un po' più in là, una smorta lama di luce di riflesso che investe uno scaffaletto di libri e dà tenue vita alle filettature d'oro dei dorsi.

Libri. Sono essi che racchiudono e trasmettono ciò che l'uomo pensa: secrezione del cervello fissata attraverso i secoli, se essi sparissero simultaneamente dal mondo, quale scossa nella razza, rimessa repentinamente a nuovo e male aiutata dalla memoria: quale enorme rivoluzione in tutti i campi della vita!

Ecco una balorda idea che non può nascere che qui, in fondo al mare, in una notte insonne di sommergibile... E ne deriva subito un corollario che ha il piacevole senso del nuovo: nessun libro ha ancora pagine per questo ambiente, o scritte quaggiù. E quando ne verranno, e saranno lette alla luce del sole, produrranno l'impressione d'una mentalità da alienato, che vive d'un suo mondo insano, misteriosa e sinistra come la vista di quelle creature degli oceani, che strappate dal fondo degli abissi e gettate dalle onde sulla spiaggia, morte, nessuno conosce.

Guarda! Anche questo barometro ha le sue funzioni sconvolte quaggiù. Ricordo benissimo che quattro o cinque ora fa, quando ci posammo sul fondo, segnava 770: chi sa perchè ora segna 790, il che sarebbe una pressione enorme... Dev'essere guasto... È bene avvertirne il sottotenente di vascello che è di guardia.

— No, — mi risponde a bassa voce, dalla camera di manovra, e senza muoversi per venire a vedere. — Ed è un «no» che ride.

— 790, le dico!

— E salirà ancora. Dagli accumulatori d'aria carichi a 150 atmosfere sfugge inevitabilmente aria ad enorme pressione, ed è questa che fa salire la pressione interna: più si prolunga l'immersione e più l'aria si comprime qua dentro.

Ho compreso.

— Grazie: buona guardia!